
Sabato 17 gennaio a Casa Vittoria, una splendida struttura nel comune di San Polo in Piave.
"La più autentica peculiarità di questo albergo 4 stelle è il suo forte e concreto spirito formativo.
Casa Vittoria vanta all’interno del suo staff, un numero sempre crescente di ragazzi con Sindrome di Down" è la frase che troviamo sul sito del centro che ha ospitato sabato la riunione degli agromeccanici di Treviso ed è stata una bella occasione per toccare con mano una delle iniziative più belle del territorio.
Il Presidente Carlo Feletto, che, dopo aver salutato i presidenti delle altre associazioni venete, ha sottolineato la necessità di chiudere il percorso avviato da anni per l'inserimento dell'attività agromeccanica nel settore agricolo.
Si sono poi susseguiti gli interventi tecnici di Federico Rinaldi (ITAS), Vally Forte (CREA), Marco Grandin (BAYER), Antonello Da Ros (DA ROS GREEN), Angelo Soldan e Davide Da Pieve (BANCA PREALPI).
Si è quindi aperta la parte istituzionale con gli interventi delle confederazioni agricole (ZAIA di CIA Agricoltori Italiani, Barbon di Confagricoltura e Facchin di Coldiretti) che hanno espresso la loro disponibilità al confronto con APIMA per risolvere le questioni aperte; ha inoltre portato il suo saluto Rinaldin Roberto, in rappresentanza del CLIMMAR, la associazione europea dei dealer agricoli.
L'On. Marina Marchetto Aliprandi, membro della Commissione Agricoltura della Camera ha ricordato come da tempo il progetto di legge per l'istituzione dell'albo nazionale degli agromeccanici a firma del collega Bergamini sia sui tavoli della commissione e che si sta facendo il possibile per inserirlo all'ordine del giorno dei lavori assembleari.
Il Presidente Feletto ha dato lettura delle lettere ricevute dal Governatore Alberto Stefani e dell'Assessore Dario Bond recanti passaggi molto significativi "Le imprese agromeccaniche sono oggi una componente essenziale della filiera agricola: accompagnano l’evoluzione delle aziende, ne sostengono la competitività, garantiscono efficienza, innovazione tecnologica e qualità del lavoro.
I numeri parlano chiaro: una quota crescente di superficie agricola lavorata, migliaia di addetti, investimenti costanti in macchine e competenze, un fatturato che sfiora i 4 miliardi di euro a livello nazionale. È un patrimonio economico e professionale che va riconosciuto e valorizzato pienamente. Condivido con convinzione la vostra richiesta di chiarezza normativa e di riconoscimento pieno dell’imprenditore agromeccanico all’interno del mondo agricolo. La situazione “ibrida” che oggi vi vede operare in agricoltura ma inquadrati sotto altri profili crea criticità concrete: esclusioni, fraintendimenti, difficoltà di accesso alle opportunità e alle politiche di settore. Su questo terreno la politica ha il dovere di assumersi una responsabilità chiara.
Non serve una legge in più, nuovi adempimenti o vincoli inutili, ma uno strumento di riferimento capace di qualificare il settore, valorizzarne il ruolo centrale e renderlo finalmente visibile e riconosciuto all’interno della filiera agricola.
Il Veneto, che già dispone di un proprio Albo regionale, continuerà a portare la propria esperienza e il proprio contributo, convinto che un’agricoltura moderna non possa prescindere da imprese agromeccaniche forti, professionali e integrate a pieno titolo nel sistema agricolo."
Da queste parole ha tratto le sue considerazioni il Presidente Confederale Gianni Dalla Bernardina, ricordando come "sia tempo di chiudere dei passaggi da troppo tempo fermi sui tavoli della politica nazionale, che rischia di farsi scavalcare da tante regioni che ormai hanno legiferato su queste tematiche" e rivolgendosi alle organizzazioni agricole ha sottolineato come "faccia piacere trovare sul territorio piena sintonia con quanto da noi portato avanti, confidando nello stesso supporto a livello nazionale".
Ufficio stampa CAI Agromec



